Riconoscere i sintomi e approfondire le possibili cause del dolore

Endometriosi

Valuto i sintomi che possono far sospettare un’endometriosi attraverso la storia della paziente, la visita ginecologica e l’ecografia transvaginale, indicando quando sono necessari ulteriori approfondimenti specialistici.

Endometriosi: che cos’è e quali sintomi può provocare

Quando una paziente si rivolge a me per una possibile endometriosi, parto innanzitutto dai sintomi che riferisce e dalla sua storia. L’endometriosi è una patologia cronica benigna dovuta alla presenza di tessuto endometriale, cioè il tessuto che riveste normalmente la cavità uterina, anche al di fuori dell’utero. Questo tessuto endometriale ectopico può trovarsi in diverse sedi anatomiche: può interessare le ovaie, dove può formare cisti, ma anche le tube, la vagina, l’intestino, la vescica, gli ureteri o altre zone dell’addome e, talvolta, sedi ancora più distanti dalla cavità uterina. In queste sedi il tessuto va incontro a sanguinamento mensile in concomitanza con la mestruazione. Con il passare degli anni il sangue può trasformarsi in tessuto fibroso e determinare la formazione di aderenze, che possono essere immaginate come tralci cicatriziali disposti tra gli organi addominali e che tendono a farli aderire tra loro. Da questi fenomeni possono derivare infiammazione e dolore. Il dolore pelvico è spesso particolarmente intenso durante il ciclo mestruale o durante i rapporti sessuali; più raramente può comparire durante la minzione o la defecazione. Inizialmente può essere presente soprattutto durante le mestruazioni e, con il trascorrere degli anni, diventare cronico. Nei casi più importanti può arrivare a compromettere la qualità della vita. L’endometriosi può inoltre essere una causa di infertilità.

Come viene effettuata la diagnosi di endometriosi

Nella valutazione di una possibile endometriosi ad Altopascio, considero importante partire dalla clinica, quindi dalla storia della paziente e dalle caratteristiche dei sintomi che mi riferisce. Il sospetto diagnostico, la conferma della diagnosi e la terapia sono infatti di competenza specialistica. Alla raccolta della storia clinica associo la visita ginecologica e l’ecografia transvaginale, che rappresentano passaggi importanti nella valutazione della paziente. In alcune situazioni può essere necessario proseguire gli approfondimenti mediante una risonanza magnetica oppure ricorrere alla laparoscopia. Il percorso diagnostico non è quindi necessariamente uguale per tutte le donne, ma può svilupparsi progressivamente in relazione al quadro riscontrato. I percorsi di diagnosi e cura possono iniziare dalla visita con il proprio ginecologo di fiducia e arrivare, quando necessario, ai centri di terzo livello dedicati all’endometriosi. Ritengo importante prestare attenzione soprattutto a un dolore pelvico o mestruale significativo, al dolore durante i rapporti sessuali e agli altri disturbi descritti dalla paziente, valutandoli all’interno del quadro complessivo. La presenza di dolore durante la minzione o la defecazione, per esempio, può assumere particolare rilievo quando si considera che il tessuto endometriale ectopico può interessare anche organi come la vescica, gli ureteri o l’intestino. Il mio compito è quindi raccogliere attentamente la storia della paziente, effettuare la valutazione ginecologica e stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti o un approfondimento presso un centro specificamente dedicato a questa patologia.

Terapia dell’endometriosi e gestione del dolore

La terapia può comprendere diversi interventi e viene definita in relazione alla situazione riscontrata. Una parte importante del trattamento riguarda la gestione del dolore, che può prevedere l’impiego di farmaci antidolorifici e di terapie ormonali. In casi selezionati può essere necessario prendere in considerazione anche la chirurgia per rimuovere il tessuto endometriosico e le aderenze. La chirurgia non rappresenta però automaticamente la soluzione per ogni paziente: viene utilizzata nei casi in cui risulta indicata, tenendo inoltre presente che le aderenze possono tendere a formarsi nuovamente a distanza di tempo. In determinate situazioni il percorso può richiedere un approccio multidisciplinare, con il coinvolgimento, per esempio, di urologi, specialisti del dolore o di altre figure specialistiche in relazione agli organi interessati e alle caratteristiche della sintomatologia. Per questo considero importante valutare l’endometriosi non soltanto in relazione alla presenza del tessuto endometriale ectopico, ma anche rispetto ai disturbi che provoca e alla loro evoluzione nel tempo. Un dolore inizialmente legato soprattutto alla mestruazione può infatti diventare progressivamente cronico e incidere sulla vita quotidiana della donna. La valutazione ginecologica rappresenta quindi il punto di partenza per inquadrare i sintomi e orientare correttamente il percorso successivo, fino all’eventuale invio ai centri dedicati quando il quadro richiede un livello di approfondimento specialistico maggiore.

Contattami per ricevere informazioni o fissare una visita per seguire la tua gravidanza ad Altopascio, Lucca.

FAQ sull'endometriosi

  • Quali sono i principali sintomi dell’endometriosi?

    L’endometriosi può provocare dolore pelvico durante le mestruazioni e i rapporti sessuali. Più raramente può essere presente dolore durante la minzione o la defecazione e, nel tempo, il dolore può diventare cronico.

  • L’endometriosi può causare infertilità?

    Sì. L’endometriosi può essere una causa di infertilità. La situazione deve essere valutata nell’ambito del quadro clinico della singola paziente.

  • Come viene diagnosticata l’endometriosi?

    La diagnosi si basa sulla storia della paziente, sulla visita ginecologica e sull’ecografia transvaginale. In alcuni casi possono essere necessari ulteriori approfondimenti, come la risonanza magnetica o la laparoscopia.

  • L’endometriosi richiede sempre un intervento chirurgico?

    No. La terapia può comprendere farmaci antidolorifici e terapie ormonali. La chirurgia per la rimozione del tessuto endometriosico e delle aderenze viene presa in considerazione solo in casi selezionati.

  • Quando può essere necessario un percorso multidisciplinare?

    In relazione al quadro della paziente può essere necessario coinvolgere altri specialisti, come urologi o specialisti del dolore, oppure proseguire il percorso presso centri di terzo livello dedicati all’endometriosi.